Category: Architecture

Troppo Tardi Pei Petardi, musica & video

Troppo Tardi Pei Petardi (Latecomers For Firecrackers) è un pezzo per ensemble di percussioni. L’ho scritto, al solito, alla maniera di Conlon Nancarrow, cioè disegnando le note su dei rulli di pianola ed è qui eseguito da un’Orchestrina Digitale Economica (ODE). Il video che lo accompagna è un minestrone di spezzoni girati con un furbo congegno telefonico tascabile (smartphone).

 

PercLero (Percussion Bolero), un video

PercLero, come suggerisce la parola stessa, è un Percussion Bolero. L’ho scritto, anche questo, alla maniera di Conlon Nancarrow, cioè disegnando le note su dei rulli di pianola ed è qui eseguito da un’Orchestrina Digitale Economica (ODE). Per quelli che si dilettano di nozioni musicali, dirò che PercuLero si basa su un ostinato in 9/4 su cui saltellano qua e là gruppi irregolari, soprattutto 3, 5 e 7.

Sopra, nel video, ci ho infilato un po’ dei miei Schizzi Scatenati, perlopiù tecniche miste su carta di vario tipo.

 

Il Retro della Toscana

Cavatorsoli

Marco Bigliazzi, Cavatorsoli, acrilico su tela, 70×50, 2004

Quando mi è capitato di dover parlare in pubblico, per esempio a proposito dei cartoni animati che ho realizzato o, più di recente, alle presentazioni del mio giallo In Bianco, non mi sono mai preparato prima quello che avrei detto. Certo, non è che non ne avessi idea, ma in queste circostanze sono sempre andato abbastanza a braccio, improvvisando in funzione della piega che avrebbe preso il discorso.

Presentando In Bianco mi sono accorto che c’è un argomento che ritorna: quello dei retri dei condomini. La prima volta è saltato fuori quando qualcuno mi ha chiesto perché avessi ambientato la storia proprio a Livorno (io che, tra parentesi, sono di origini pontederesi e, quindi, Pisano, che è come dire un Armeno per un Azero). Le ragioni sono parecchie e non è che sia stato lì ad analizzarle tutte prima di mettermi a scriverlo e neanche dopo; di certo c’entra che, banalmente, Livorno mi piace; mi piace che ci sia il porto, che abbia un aspetto più urbano – cioè di città più grande – rispetto a Pisa, mi piacciono certe aree industriali che vanno a finire in quello che dipingo, e così via. E poi c’è la questione dei retri dei condomini.

Non credo che sia una riflessione così originale, ma tant’è: in generale io preferisco i retri dei condomini rispetto ai fronti. Non parlo qui di palazzi di particolare pregio ma di edilizia corrente: in particolare quella di cui tante città italiane ferite dalla guerra si sono riempite negli anni cinquanta, sessanta e settanta – ma anche prima e dopo. Non sempre, certo, ma molto spesso le facciate di questi edifici mi sembrano di facciata; quasi sempre stanno a metà tra un timidissimo modernismo e la sbiadita copia di roba tradizionale o del passato, e in certi casi il tutto è condito da dettagli di genuina pacchianeria.

I retri, invece, no. I retri nascono per poter essere brutti nella misura in cui basta che non siano disfunzionali: vi ci si possono affastellare superfetazioni e impianti a vista e sono la libera repubblica della deroga dalla simmetria a tutti i costi. La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock (Rear Window, 1954) deve gran parte del suo fascino proprio ai retri dei palazzi che sono la sua unica scenografia.

Questo aspetto squisitamente edilizio ha un suo contraltare umano: nei retri si stendono panni, si accatastano seggiole e si appendono parabole più volentieri che in facciata. Quel che ne vien fuori è una variopinta caoticità che rimanda al singolo, a quello che abita proprio in quella finestra lì. Può succedere anche in facciata, certo, ma non come nel retro.

Bene, ma Livorno cosa c’entra? A parte il fatto, cioè, che comunque buona parte della città è stata costruita – e ricostruita – proprio in queste forme condominiali? Ecco: la Toscana (e anche l’Italia) abbonda certamente di centri storici con tratti, scorci o interi quartieri meravigliosi – Firenze, Lucca, Siena, certe parti della stessa Pisa, solo per dirne alcuni. Livorno, a parte forse per il Quartiere della Venezia Nuova, no. Ma questi centri toscani sono stati rifatti, rimpolpettati, anche pesantemente qualche volta – quasi un falso storico. Ma, senza arrivare a tanto, questi centri si sono imbellettati, hanno perso le loro funzioni fondanti, si sono imborghesiti, sono diventati delle facciate: stanno bene sulle classiche cartoline del turismo di massa. Livorno, no.

Ecco, quello che alle presentazioni di In Bianco mi è capitato – e mi ricapiterà – di dire è che, come esiste il retro di un condominio, Livorno è il retro della Toscana. Con tutto quel che segue.

E, a me, piace.

mb

(postato originariamente su In Bianco)

90 Schizzi da Pacchi, un video

Sino a oggi ho disegnato 90 Brown Paper Sketches ossia Schizzi da Pacchi. L’altro ieri ne ho messo le immagini dentro a un video e ho scritto una musichetta come colonna sonora. 90 Brown Paper Sketches è il risultato e lo potete vedere qui sopra.

Gli Schizzi da Pacchi | The Brown Paper Sketches

Li ho chiamati Schizzi da Pacchi perché sono fatti su carta da pacchi. Tecniche miste: pastelli, carboncini, grafite, biro, marker, ma sempre su carta da pacchi. Su Cardboard Towns ho aggiornato la galleria che li raccoglie tutti; al momento sono 90.
On Cardboard Towns, I have just updated the Brown Paper Sketches Gallery.

 

 

Kartonstadt: Upcoming Exhibition in Berlin

MostraBerlino

Ok, it’s official: on 6 June 2015 the vernissage of my new exhibition Kartonstadt will take place in Berlin Mitte, at the Coffeehouse & Ice Cream Parlor Cuore di Vetro, Max-Beerstr. 33, 10119, U (subway) Rosa-Luxemburg Platz, with a selection of about 7 large paintings and 30 drawings.

Updated Sketches For Portraits Gallery

I have updated the Sketches For Portraits Gallery on Cardboard Towns. Portraits? Are you sure? Just click and learn more.