Agguato tra i tamburi | Ambush in the Drums

Una foto di me tra i tamburi scattata durante le registrazioni del disco dei Parafulmini Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini il gennaio scorso.

Me at the drums in a photo shot during the recording of Keep Out Of Reach Of Children, the Parafulmini‘s album.

Ipocrisia + ricatto = pubblicità

Cercando in rete informazioni su un’ennesima, eccitante novità tecnologica inventata dal governo (leggi: elettroburocrazia inutile e malfunzionante), la cosiddetta Carta del Docente (che meriterebbe da sola un’articoletto di fantapolitica), mi sono imbattuto nel seguente cartello:

ipocriti

Il sito in questione è Blasting News che, come molti altri, ha deciso di giocare la carta del vittimismo per colpevolizzare gli utenti che legittimamente si difendono dall’invasione della propria riservatezza (leggi: tracciamento e profilazione, perlopiù a loro insaputa) e da una pubblicità sempre più martellante e intrusiva.

Ho già scritto altrove a proposito degli AdBlocker, ossia i blocca pubblicità, della guerra che si è scatenata loro intorno e del perché essi non possano essere considerati fuorilegge né moralmente discutibili. Qui mi limiterò a tradurre il simpatico cartello:

ipocrititraduzione

Ecco. E’ chiaro infatti che non può essere in nessun caso colpa tua, utente, se un datore di lavoro decide di licenziare qualcuno o se la sua azienda va a rotoli perché non riesce a stare in piedi senza tracciarti, profilarti o martellarti. Di che si tratta allora? Di ipocrisia e ricatto, gli ingredienti di cui – almeno in casi come questo – è fatta la pubblicità.

mb

Faccialibro, la rete nepotistico-clientelare

Per un bel pezzo ho resistito a faccialibro. Adesso ho deciso di capire meglio come funziona e se mi può essere utile per quel che scribacchio e scarabocchio. Sia chiaro: non mi piaceva prima (per quel che ne sapevo) e non mi piace adesso. Facile da dire: la maggior parte della gente che ci staziona sopra fa lo stesso, eppure eccola lì. Sembra quasi che molti sentano doveroso scusarsi di avere un profilo faccialibro e di usarlo, come consapevoli che c’è qualcosa di sbagliato, di cui vergognarsi, che è poco serio, adolescenziale o peggio.

mb_dito_blu_revIl punto è che faccialibro fa leva proprio sul suo aroma d’adolescenza e su un altro paio di meccanismi, per come l’ho capita io, al fine di attirare la gente. A parte l’inconfessato desiderio di tanti ormai cresciuti, ossia il sapore giovanile (ben esemplificato dalle mostruose emoticons e altre rappresentazioni di emozioni che faccialibro elargisce a piene mani e che ricordano una brutta versione del diario delle medie di – appunto – un adolescente), uno di questi meccanismi è la nostalgia. Potentissima, ha cominciato a plasmare il mercato da almeno una trentina d’anni, forse più: dalla musica al design alla moda, a quel che si vuole. Il mercato della nostalgia non ha mancato di produrre mostri (come le cover bands) ma quel che interessa qui è che faccialibro è sempre stato promosso come sistema per rimanere in contatto e ritrovare vecchie conoscenze, anche e soprattutto quelle quasi o del tutto dimenticate. Il che, ovviamente, non prende in considerazione il perché le si siano dimenticate e si viva bene lo stesso. Oscuri vicini di banco delle elementari, fidanzatine/i di una settimana, compagni di merende del liceo o di più o meno orgiastiche festicciole universitarie, eccoli tutti lì, inquadrati nelle fototessere o rappresentati dalle figurine presumibilmente umoristiche dei profili, a inanellare una rete di conoscenze che, più spesso che non, sollevano dubbi sul valore dei propri trascorsi e sull’aderenza al vero di certi ricordi.

Insomma, quando inizia a prendere corpo questa rete di conoscenze, quella che renderà l’esperienza veramente sociale, si potrà forse cominciare a capire come funziona faccialibro, coi suoi mipiace o laic (like), condivisioni (o share) e così via. Sorvolerò al momento sugli aspetti di tracciamento, violazione della riservatezza e schedatura degli utenti da parte di Zuckerberg e soci (di cui ho già scritto qualche riga qui), per concentrarmi sul presunto potere di questa rete sociale dal punto di vista della diffusione (anche commerciale) di quel che uno ci pubblica – che si tratti di immagini, di testi brevi o lunghi o di video.

Per farla breve: faccialibro funziona come una rete nepotistico-clientelare. Per usare la terminologia di fb, sarebbe una rete di amici, sia pure nel senso idiota dato da faccialibro al termine, ma la sostanza non cambia. Ci saranno forse dei controesempi, ma mi pare di capire che la stragrande maggioranza di ciò che si diffonde su faccialibro, specie nelle prime fasi, lo fa soprattutto non per meriti di qualità intrinseci ma per catene di amicizie-clientele che si instaurano tra i vari gruppi di amichetti: quelli che mi piace perché ti conosco e magari non posso non farlo sennò faccio una figuraccia. Di qui, la corsa ad accaparrarsi più amichetti possibile, anche i più oscuri sconosciuti.

Il che la dice lunga sul business model (come certi amano dire) che ci sta dietro.

mb

La Grande Guerra Bacata | The Great Wormy War

Marco Bigliazzi (from Magritte), The Great Wormy War, 2016

Marco Bigliazzi (from Magritte), The Great Wormy War, 2016

Esistono varie versioni di un famoso dipinto di René Magritte intitolato La Grande Guerra (La Grande Guerre), quello con la mela verde che nasconde il volto dell’uomo con la bombetta. Questa è una mia rielaborazione, La Grande Guerra Bacata.

There are a few versions of a famous René Magritte’s painting, titled The Great War, the one with the green apple hiding the man’s face. This one is my silly version, The Great Wormy War.

Una motivazione

Una scrittura pulita, lo stile piacevolmente cadenzato, con focalizzazioni interne ai personaggi principali e momenti corali ben costruiti. Un delitto particolare, la ricostruzione che segue una logica coinvolgente per il lettore e che si dipana in modo costante per tutto il romanzo. Le descrizioni eleganti degli ambienti, nonché dei personaggi, rendono perfetto l’intero romanzo. Dialoghi piacevoli, distesi, che si rincorrono con maestria. In sottofondo si percepisce una denuncia delle ingiustizie che rende ancora più credibile e attuale il tutto.

Stamani qualcuno ha suonato alla porta e, invece di un messo di Equitalia, stavolta era il postino che non esigeva firme d’accettazione ma consegnava una busta marrone troppo grande per la cassetta della posta. Ne è uscito un cartoncino in formato A4 con la scritta:

2° Premio Letterario Festival Giallo Garda
Romazi Editi – In Bianco di MARCO BIGLIAZZI

seguita dalla motivazione che ho riportato qui all’inizio. Lì per lì ho pensato che neanche una madre si sarebbe espressa così e se si considera poi che non ho rapporti di parentela con gli organizzatori del Festival la cosa si fa ancor più lusinghiera. Quindi, un grande grazie al Festival Giallo Garda e ai suoi organizzatori, e speriamo che questa motivazione contribuisca convincere qualche lettore in secca a provare ad affrontare le acque gialle di In Bianco.

mb

[postato originariamente su In Bianco]

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Si può non adorare Bob Dylan?

Si può essere di sinistra, progressisti e così via e non adorare Bob Dylan? Penso di sì. A me, per esempio, Bob non è mai piaciuto – ma proprio per niente – eppure non mi pare che ciò faccia di me un conservatore o un neoliberista o peggio. Né mi sarebbe mai venuto in mente di scrivere un post su BD se non fosse perché a Stoccolma gli è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura 2016, cosa che lo ha innalzato sulla cresta dell’onda nelle testate d’informazione e nei chiacchiericci delle reti sociali.

Personalmente non m’interessa granché la diatriba, subito esplosa, sulla levata di scudi di alcuni scrittori contro quest’attribuzione. Non trovo che sia sbagliato, in principio, considerare un letterato chi scrive testi di canzoni. Il punto è un altro, e cioè che, fosse per me, a BD non avrei assegnato un Nobel né per la musica (se esistesse) né per la letteratura.

Tutta l’importanza che gli è stata e continua a essegli tributata è, a mio avviso, sproporzionata rispetto ai meriti, che restano più a livello di fenomeno d’interesse storico e sociologico, casomai, che artistico. Che lui e altri abbiano rappresentato – o siano stati trasformati in – qualcosa di molto importante in un determinato momento è fuor di dubbio, nel bene e nel male, ma per quanto mi riguarda la penso più come un altro signore di quei tempi, ossia Frank Zappa che, oltre a parlarne nella propria autobiografia (The Real Frank Zappa Book, 1988) lo mette in parodia in Flakes (da Sheik Yerbouti, 1979); e questo benché agli inizi, alla metà degli anni ’60, lui stesso lo avesse apprezzato.

Forse un riconoscimento mondiale dovrebbe andare al di là di un limitato periodo creativo e significativo. A livello del tutto personale, trovo che BD musicalmente non significhi niente mentre come testi marci abbondantemente su una retorica facile, dai toni anche melensi e dagli slogan stucchevoli che, non a caso, sono diventati inni di associazioni cattoliche o analoghe congreghe. Del resto, proprio lui nel 1978 non era diventato un Born Again?

Forse qualche bella canzone non basta, ecco. Anche se a me per la verità – perdonatemi – non piace neanche quella.

mb

Una Menzione Speciale

GialloGarda

Un paio di settimane fa mi è arrivata un’inaspettata lettera elettrica. Visto che la quantità delle comunicazioni-spazzatura che riesce a intrufolarsi tra le maglie dei filtri antispam è comunque notevole, sulle prime ho pensato che potesse trattarsi di qualcosa del genere. Invece no: l’oggetto era Premio Letterario Festival Giallo Garda e il contenuto non era a proposito di cronografi assemblati, ingrandimenti di parti anatomiche o vincite a lotterie messicane. In breve, si trattava delle congratulazioni, fatte all’editore – Atmosphere Libri – e a me, per la menzione speciale conferita dalla giuria del Premio Letterario al mio romanzo In Bianco.

Insomma, non era spam: era vero, come si può vedere anche qui. Grazie, Giallo Garda.

mb

The Five Onion Rings

Fried Onion Rings

Fried Onion Rings

It seems that in Rio a bombastic, useless – even ill-fated for Brazilians – manifestation called Olympic Games has begun. It seems also that billions people are watching the thing on telly. Frankly, I don’t give a [you fill this space] to such dumb stuff. To the five circles, I prefer fried onion rings by far. Is there anyone out there of the club?

Individui formato famiglia

Marco Bigliazzi, Schizzo Addormentato 18, pastello, grafite e biro su carta, 2014

Marco Bigliazzi, Schizzo Addormentato 18, pastello, grafite e biro su carta, 2014

I consumi delle famiglie. Il reddito delle famiglie. Il bilancio delle famiglie. I bisogni delle famiglie. I luoghi di vacanza delle famiglie. Il/la [riempite voi lo spazio] delle famiglie. Da parecchio tempo, ormai, molti temi di natura economica e sociale vengono riferiti sempre a un’unità molto precisa: la famiglia. In un mondo familiare come questo è normale che l’individuo sparisca, ovvero diventi qualcosa di statisticamente e culturalmente irrilevante. Non solo il single, ma anche l’individuo che pure è parte di un nucleo familiare, perdono la dignità di essere contati, figuriamoci poi di contare. Monade indissolubile di questo universo contemporaneo è la famiglia e guai a chi se ne pone fuori anche solo per un minuto: diventa un asociale, una minaccia, o semplicemente trascurabile – oppure, come si dice da queste parti, un bischero sciolto.

Credo si possa ringraziare di questo risultato la millenaria tradizione della chiesa e dei suoi membri assieme alla bigotta ipocrisia dei suoi sostenitori politici, economici e culturali – gli stessi (liberisti, perlopiù) che hanno sempre paventato lo spauracchio della perdita d’identità individuale e di libertà di fronte all’estensione dei diritti e all’equa distribuzione delle risorse, sbrigativamente bollata come strumento di massificazione comunista (vedi, giusto per fare un esempio, l’opposizione USA alla sanità pubblica).

Così, oggi, se non sei una famiglia non sei nessuno, non hai certi diritti. Non importa se sei una persona, che potrebbe anche scegliere se e come strutturarsi in una famiglia più o meno allargata oppure no, sei solo trascurabile. Quelli che contano, anche se poco, anche solo per fini statistici, sono gli individui formato famiglia. Bye bye a tutti gli altri.

mb